Carolyn Smith contro la Brigliadori: “Mi auguro di non trovarmela davanti”

carolyn smith

Carolyn Smith commenta l’esclusione di Eleonora Brigliadori dal cast di Pechino Express 2018: “mi auguro di non trovarmela davanti”.

La battutina fatta da Eleonora Brigliadori via social sul conto di Nadia Toffa ha letteralmente fatto il giro del web a colpi di indignazione. Ad indignarsi, però, non sono stati solo gli utenti di Facebook e Twitter ma anche la Rai che ha deciso in poche ore di escludere la donna dal cast di Pechino Express 2018. Fra le personalità televisiva che hanno preso le distanze dalla Brigliadori e dalle sue teorie sulla cura dei tumori c’è anche Carolyn Smith.

La celebre giudice di Ballando con le Stelle ha rilasciato delle dure dichiarazioni al Corriere in una intervista fiume. Ecco cosa ha raccontato la coreografa.

Carolyn Smith contro Eleonora Brigliadori

Al noto quotidiano, Carolyn Smith ha dichiarato: “Mi sono sentita molto protetta dalla Rai e sono orgogliosa di lavorare in un’azienda in cui si ragiona così. La Rai ha tutelata me da chi poteva mandare messaggi sbagliati anzi, non tanto me che sono forte, ma tante donne che forse lo sono meno. […] Eleonora Brigliadori dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza prima di parlare. […]  Dice cose gravissime e offensive, tipo che la chemioterapia uccide, i tumori no. Così facendo offende non solo tutti i medici che ogni giorno si impegnano nella ricerca, ma anche chi lotta contro i tumori!.

Carolyn Smith ribadisce in un secondo momento di non esser per nulla d’accordo con le affermazioni di Eleonora Brigliadori: “Dare voce a queste cose sarebbe stato davvero pericoloso. Mi auguro di non trovarmela davanti. Perché, se così fosse, le direi esattamente tutto quello che penso. In faccia. Di smettere di dire cavolate. Io non scendo nello specifico perché ognuno ha un percorso personale, ma per tutti la sola strada è la scienza e la medicina”.

In conclusione, la presidentessa di giuria di Ballando con le Stelle invita tutti alla profilassi: “Ho raccontato la mia prima battaglia, che ho vinto. Ora sto combattendo la seconda, che pure vincerò. Ma questa è una condizione da cui non si guarisce mai. Restiamo schedati. Per questo è importantissimo il controllo. Oltre che confidare nei progressi che fa la ricerca“.